La tecnologia zSpace al Policlinico Federico II di Napoli: l’immersività entra nella formazione medica
Il 30 marzo 2026, il quotidiano Il Mattino ha dedicato un ampio servizio in apertura della sezione Salute & Benessere al nuovo centro di innovazione clinica sviluppato a Scampia, all’interno della Scuola di Medicina del Policlinico Federico II di Napoli, diretto dal professor Giovanni Esposito. Un articolo che racconta come intelligenza artificiale, simulazione e robotica stiano ridefinendo i modelli di formazione e assistenza in ambito medico. E tra le tecnologie protagoniste di questo progetto, citate esplicitamente nel pezzo, figura zSpace: la piattaforma immersiva che combina realtà aumentata e realtà virtuale per trasformare l’apprendimento in un’esperienza interattiva ad alta fedeltà.
Il centro è stato concepito per superare i limiti della didattica tradizionale, offrendo a studenti, medici in formazione e specialisti la possibilità di interagire con modelli anatomici tridimensionali, ricostruzioni derivate dall’imaging clinico e scenari simulati complessi. Attraverso zSpace è possibile osservare il corpo umano in tre dimensioni con un livello di dettaglio che nessun manuale cartaceo può restituire, analizzare strutture anatomiche e comprendere procedure diagnostiche e terapeutiche in modo immersivo, preparandosi a scenari clinici reali prima ancora di affrontarli in corsia. Una modalità di apprendimento che non sostituisce l’esperienza clinica, ma la potenzia, rendendo ogni sessione formativa più efficace, più coinvolgente e più vicina alla realtà.
Siamo orgogliosi che zSpace, la tecnologia che portiamo ogni giorno nelle scuole, nelle università e nelle istituzioni formative italiane, sia parte integrante di un progetto di questa portata. La sua presenza al Policlinico Federico II conferma una direzione che sosteniamo da anni: la tecnologia immersiva non è un accessorio della formazione, è una leva strategica per la qualità dell’apprendimento, in ogni ambito disciplinare, dall’istruzione secondaria alla formazione professionale avanzata, fino alla medicina.
Ciò che rende questo progetto particolarmente significativo è la continuità che traccia tra scuola, università e mondo del lavoro. Gli stessi principi che guidano i nostri laboratori didattici nelle scuole superiori, apprendimento pratico, visualizzazione immersiva, sviluppo di competenze operative, trovano qui applicazione diretta nella formazione dei professionisti del futuro. È la conferma che investire in tecnologia educativa oggi significa costruire competenze solide, trasferibili e pronte per le sfide di domani.
Leggi l’articolo completo su Il Mattino, edizione del 30 marzo 2026, sezione Salute & Benessere.
